Il punto di partenza è una quad-view: quattro viste ortografiche della stessa cascina, fronte, fianco destro, fianco sinistro e retro, generate in locale da flux1-dev (quantizzazione Q8_0, formato GGUF). Nessun servizio esterno, nessuna fotografia reale.
Quelle quattro immagini sono l'unico materiale che ho consegnato a un modello Claude, interrogato via API. Il compito era dedurne volumi, materiali e proporzioni e restituire un ambiente 3D da percorrere, scritto direttamente in codice su Babylon.js. Non ci sono modelli scaricati né texture fotografiche: pietra, coppi, archi, tulipani, alberi, cielo e suoni nascono nel browser, ogni volta che la pagina si apre.
Il drone è entrato nel progetto come mapper, un occhio mobile per verificare che la ricostruzione tenesse da ogni lato, anche dove le quattro viste non arrivavano. Nella versione pubblicata ha cambiato mestiere: è diventato il modo più divertente di attraversare la scena, di giorno, di notte, sotto la pioggia o la neve.
Lo considero un banco di prova: misura quanta realtà si riesce a ricostruire partendo da quattro fotogrammi e da un'intenzione precisa.